Un piano di investimenti da due miliardi di euro sul territorio siciliano. E’ l’intervento messo in campo da Terna – Rete Elettrica Nazionale per superare il gap della rete elettrica isolana, tra le più antiquate in Italia, caratterizzata da un basso livello di magliatura ovvero di mutua riserva. Un deficit che espone la rete siciliana a pericolo di blackout, con bassi margini di sicurezza e numerosi distacchi dalle utenze avvenuti negli ultimi anni.

Da qui la necessità di efficientare la rete attraverso un robusto programma di investimenti. Tra questi il raddoppio del collegamento tra Sicilia e Italia permesso dall’elettrodotto Sorgente-Rizziconi – regolarmente in esercizio dal maggio 2016 – e l’intervento sull’elettrodotto 380 kV Paternò – Pantano – Priolo e delle opere connesse, per un investimento complessivo pari a circa 265 milioni di euro, di cui 105 milioni per il solo elettrodotto 380 kV. Lavori questi che permetteranno di migliorare l’affidabilità e la sicurezza della rete elettrica della parte orientale dell’isola, riducendo i rischi di blackout dell’area.

A salutare positivamente la notizia la confederazione degli artigiani catanesi: “Confartigianato Catania plaude alla notizia dell’emissione del decreto autorizzativo dell’elettrodotto Paternò – Pantano – Priolo – si legge in una nota – L’opera richiesta dal territorio è fondamentale per assicurare la trasmissione di energia elettrica di alta qualità alle imprese che operano nel territorio, offrendo occupazione e sviluppo. L’investimento operato da Terna è una grande opportunità per il miglioramento dell’infrastrutturazione siciliana che necessita di importanti innovazioni per essere al passo con il resto d’Europa”.

Tra i benefici più immediati dell’opera la possibilità di garantire una maggiore capacità di trasporto tre la zona di Catania e quella di Priolo Gargallo (SR), e la copertura in sicurezza del fabbisogno energetico dell’intera area. “Il superamento delle congestioni presenti tra le provincie di Catania e Siracusa – proseguono gli artigiani – e il più efficiente collegamento con la rete di trasmissione nazionale permetterà inoltre una maggiore sicurezza sul lavoro e la possibilità in implementare gli impianti attualmente esistenti. Ulteriore motivo di soddisfazione è la realizzazione della nuova stazione elettrica di Pantano d’Arci (Catania), che oltre a eliminare il sovraccarico della rete si mostra come un’opportunità di lavoro per le imprese che, direttamente o tramite l’indotto, potranno essere partecipi allo svolgimento delle attività previste”.

L’intervento consentirà altresì consentirà un’importante razionalizzazione della rete esistente, con la dismissione di 145 km di vecchie linee, di cui 100 km nell’area del SIN Augusta-Melilli-Priolo. “Si stima che per la realizzazione di tutta l’infrastruttura, che collega Paternò e Priolo Gargallo con 63 km di linee, verranno impiegate circa 70 imprese – conclude la confederazione degli artigiani catanesi – E’ una grande occasione di sviluppo che le imprese medio piccole del settore non devono in alcun modo lasciarsi sfuggire e di cui la nostra Associazione si caricherà l’onere di divulgare quanto più possibile”.