Tra poco più di un mese, i cittadini europei saranno chiamati ad eleggere i membri del Parlamento comunitario, che lavorerà per i prossimi cinque anni. L’Italia voterà il 26 maggio, l’ultimo dei quattro giorni previsti dall’Europa per l’apertura dei seggi. Dopo aver firmato il Manifesto di SMEunited, la sigla europea delle mpmi, Confartigianato ha declinato quelle 10 proposte alla realtà italiana. Il risultato sono soluzioni concrete per lanciare la micro, piccola e media impresa europea verso una nuova stagione di sviluppo economico.

“Confartigianato ha ripreso i dieci punti che SMEunited aveva presentato circa un paio di mesi fa per declinarli al meglio alla nostra realtà imprenditoriale – ha detto il Vicepresidente di SMEunited e Delegato per l’Europa di Confartigianato, Luca Crosetto – Abbiamo voluto evidenziare i punti importanti che vorremmo venissero portati avanti da chi ci rappresenterà nei prossimi cinque anni in Europa. Tra questi, spiccano sicuramente il Codice Appalti, i tempi di pagamento, fondamentale per stabilire un rapporto sano tra le mpmi e le grandi imprese, e la grande battaglia legata al made in e quindi alla tutela e alla tracciabilità dei prodotti italiani di qualità”. Queste sono soltanto tre delle soluzioni individuate da Confartigianato per rilanciare occupazione e fatturato delle piccole imprese, a cui vanno aggiunte le riforme del lavoro e dei sistemi di protezione socialegli incentivi su competenze e formazione professionale, il sostegno alla digitalizzazione, agli investimenti e all’internazionalizzazione, norme che puntino alla sostenibilità e all’economia circolare e, infine, una reale implementazione del mercato unico europeo. C’è un’ultima proposta, però, che Confartigianato porta avanti da anni nel confronto con l’Europa: la revisione e il rafforzamento dello Small Business Act.

“Il tema fondamentale che vogliamo ricordare a chi ci rappresenterà in Europa e a chi dovrà inserirsi nel dialogo con la prossima Commissione europea è quello di mettere finalmente in pratica lo Small Business Act. Questa Commissione l’ha dimenticato, l’ha messo da una parte – ha ripreso Crosetto – Noi riteniamo che sia fondamentale ripartire da quello nei prossimi cinque anni. Bisogna fare attenzione, quindi, basarsi su tutti gli strumenti che la politica europea ha a disposizione per capire la ricaduta delle nuove norme sul mondo delle micro, piccole e medie imprese, per mettere queste aziende nella condizione di poter essere competitive sui temi del futuro: digitale, investimenti, formazione e competenze. Pensare innanzitutto in piccolo permetterebbe anche ai piccoli imprenditori di fare gli investimenti necessari per essere competitivi e poter esaltare le caratteristiche fondamentali delle nostre mpmi”.